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  Staminali nel liquido amniotico: il futuro della medicina rigenerativa

 

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Staminali nel liquido amniotico: il futuro della medicina rigenerativa

n°45
salutedoma​ni
Inviato il 19-01-2011 alle 10:28:40  profilanswer
 

Nel liquido amniotico sono presenti cellule staminali mesenchimali pluripotenti con un’elevatissima capacità di differenziazione, che permette loro di replicarsi in molte linee cellulari, quali quelle del tessuto osseo, muscolare, nervoso, cartilagineo e del sangue. Le cellule staminali mesenchimali saranno potenzialmente utili per applicazioni di medicina rigenerativa e terapia cellulare. Ad oggi sono 160 le applicazioni cliniche sull’uomo in fase di approvazione.  
 
La medicina del futuro? Quella che curerà con cellule e geni. Questo è l’obiettivo degli studi e delle ricerche avviate da Biocell Center, primo centro al mondo di trattamento e crioconservazione delle cellule staminali da liquido amniotico, che si avvale di importanti collaborazioni con équipe internazionali al fine di sviluppare progetti di ricerca per valutare l’utilizzo e l’applicazione di queste cellule nella medicina rigenerativa e nelle terapie cellulari. Ma da dove è nata questa intuizione?
 
 
 
“Una volta che è stata scoperta la presenza di staminali nel liquido amniotico, abbiamo iniziato a studiare le capacità di espansione di queste cellule e ne abbiamo constatato l’elevato potenziale proliferativo - dichiara Giuseppe Simoni, direttore Scientifico Biocell Center. Questo significa che una piccolissima frazione di liquido amniotico, come i primi tre ml estratti durante l’amniocentesi, sono in grado di fornire da 20mila a 30mila cellule, una quantità sufficiente per eventuali utilizzi terapeutici futuri”.
 
 
 
Biocell Center ha messo a punto una tecnica per la raccolta e la crioconservazione di quella parte del liquido amniotico che viene normalmente scartata durante l’amniocentesi, il tutto senza interferire con l’esame e preservando la sterilità e le caratteristiche delle cellule.
 
 
 
“Il prelievo può essere effettuato da un qualsiasi ginecologo durante l’amniocentesi, senza modificare le normali procedure operative né eseguire un prelievo ad hoc - afferma Claudio Giorlandino, Segretario Generale della S.I.Di.P. - Società Italiana di Diagnosi Prenatale e Medicina Materno Fetale. Conservare il liquido amniotico non comporta alcun rischio; possono infatti essere utilizzati i primi 3 ml di liquido estratto, una frazione che le linee guida europee raccomandano di gettare per evitare che il campione destinato alla diagnosi prenatale sia contaminato dalla pelle della mamma. Si tratta di un’opzione che si consiglia a chi ha già deciso per altre ragioni di effettuare l’esame dell’amniocentesi”.  
 
 

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n°47
Ste
Inviato il 05-04-2011 alle 10:42:30  profilanswer
 

Molto interessante per chi effettua già l'amniocentesi.
Ma i costi quali sono?

n°54
lithium
Inviato il 14-05-2011 alle 16:01:04  profilanswer
 

Anche io sarei interessata a sapere i costi di questa cosa per valutare se sia nelle mie possibilità economiche.
Anche se ancora non ho deciso se farò ò meno l'amniocentesi.


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